concerto Vasco Rossi -30/05/08 Stadio Olimpico Roma

Quale è l’azienda che comunica efficacemente e correttamente sui new media?

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parte 2 –

Cosa dovrei chiedermi se navigando sul social netwok facebook mi imbattessi su una pagina fan che porta in alto a sinistra un noto marchio, ad esempio di automobili? Mi risponderei che quella è la pagina ufficiale di quel brand. E se su quella pagina leggessi che l’ultima vettura lanciata non vale un cavolo? Consuma, inquina, non rispetta l’ambiente, non vale assolutamente il prezzo richiesto?… Magari questa pagina elogia i vecchi modelli o il fascino storico del brand, distruggendo però i nuovi… E se vedessi un canale Youtube con il medesimo marchio? E se al suo interno ci fossero dei filmati dove la macchina non tiene la strada, si rompe, oppure filmati che invitano ad uno stile di guida scorretta?

E se invece trovassimo uno spontaneo gruppo Facebook che si forma grazie all’interesse per gli acquisti in un determinato gruppo di supermercati, e all’interno qualcuno scrivesse che dal competitor quel determinato prodotto costa meno… O se ad esempio trovassimo scritto in un blog o un forum che l’ultimo modello di un pantalone o una maglietta è di scarsa qualità e probabilmente la manifattura è stata in violazione del lavoro minorile?

Ovviamente non sto criticando o condannando le autonome forme di aggregazione e di agglomerazione spontanea, che sono sicuramente da incoraggiare e da elogiare, ma critico la superficialità e la latenza delle aziende, più o meno grandi, su questi importanti temi. Ad oggi sono poche quelle che hanno capito e affrontato il problema, quelle che si sono “scottate” e quelle che oltre al problema hanno compreso l’opportunità.

Infatti da questa criticità nascono nuove ed importanti opportunità: utilizzare questi canali per una nuova comunicazione, creare una relazione stabile e permanente con gli utenti, clienti e potenziali clienti. Far si che interagiscano tra loro su temi importanti e strategici, accettare e valutare le critiche e i dissenzi per migliorare la propria offerta e la qualità dei servizi e dei prodotti, utilizzare il bacino di utenza per lanci, presentazioni, per fidelizzazioni.

… Sulla differenziazione del messaggio di comunicazione in relazione al mezzo utilizzato e/o al target di riferimento vi rimando alla prossima bloggata! Così come sui temi del viral, dell’evoluzione dell’unconventional come media, sul cross, sul buzz.

Le risposte ora le lascio a voi, da parte mia posso indicarvi secondo me quale è l’azienda che oggi meglio ha colto e sfruttato le opportunità new media, dell’unconventional, degli eventi, creando fidelizzazione, utilizzando senza problemi l’ufficializzazione dei canali senza cannibalizzare o criticare o contrastare quelli nati e che nasceranno spontanei… E pensare che non è propriamente un’azienda… Ma fattura molto più di tante altre; ha diversificato il business, lancia messaggi sempre nuovi ed attuali e negli anni ha creato una community capace di riempire gli stadi.

Provate a fare una ricerca su: Vasco Rossi!

Giuliano Palombo

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