Web reputation e personal branding, due alleati fondamentali per andare in rete

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La Rete è la più grande fonte di informazioni, un grande raccoglitore, un contenitore di dati sempre a disposizione di chi voglia accedervi. E questa sua caratteristica che rappresenta il suo principale punto di forza è allo stesso tempo la sua insita debolezza se non viene sfruttata a dovere: il web così come si presenta oggi è un mare magnum nel quale tutto si trova e tutto si perde.

L’avvento del web 2.0  ha portato a un aumento esponenziale dei contenuti, ha fatto sì che tutti potessero partecipare, scrivere, commentare, condividere. Si sono infatti moltiplicate le vie di accesso al content management (le creazione/gestione di contenuti), attraverso i blog, i forum, e soprattutto grazie ai social network. La Rete è così diventata una conversazione senza fine, una moltitudine di luoghi possibili nei quali gli utenti si incontrano per comunicare e scambiare tra loro informazioni. Ognuno di noi può scegliere dove, come e quando esprimersi, in base a variabili come tempo a disposizione, utilità per fini specifici, o puro e semplice gusto del divertimento.

Se però da una parte sono aumentate le possibilità di produrre e condividere testi e immagini, dall’altra è diventato proporzionalmente più difficile che questi siano notati e trovati dal popolo della Rete.

Rispetto all’inizio dell’era internet, dunque, è necessario un cambio netto di prospettiva. Prima, infatti, la discriminante era essere o non essere sul web. Oggi, invece, il vero digital divide è dato dall’accesso o meno alle conoscenze delle tecniche web marketing e più nello specifico di web reputation e personal branding.

Nel primo caso – web reputation – si tratta di un’opportunità rivolta principalmente alle aziende, che grazie all’accurata analisi dei professionisti del settore non solo possono raccogliere tutte le informazioni che le riguardano presenti in rete, ma anche averne un’interpretazione corretta che permetta poi di stabilire strategie di azione per intervenire qualora ce ne sia bisogno. Una buona visione della web reputation, infatti, consente all’azienda di comprendere come sia vista all’esterno, di capire cosa non funziona, quali siano i reali punti di forza e di debolezza. Di conseguenza, sarà possibile per l’azienda stessa muoversi con una maggiore consapevolezza sul campo. Si tratta principalmente di modificare le strategie di comunicazione on-line e off-line, oltre ovviamente a migliorare la qualità del servizio/prodotto laddove necessario.

Altra componente fondamentale del web reputation management, è la possibilità di intervenire sulle informazioni negative attraverso la creazione di flussi di contenuti nuovi e attendibili che scalino in breve tempo il ranking dei risultati dei motori di ricerca, in particolare di Google, così da scalzare gli eventuali dati “scomodi” o comunque inutili perché poco pertinenti.

Il personal branding, invece, si rivolge principalmente ai singoli professionisti. Questa tecnica è molto simile al brand reputation management, eccezion fatta per il monitoraggio delle informazioni preesisitenti dato che solitamente non ci sono. La fase di analisi, in questo caso, riguarda infatti il benchmarking dei competitor e dei professionisti che operano nello stesso settore di competenza. Dopo aver individuato come posizionarsi e proporsi, gli esperti di personal branding studiano un insieme di azioni e strategie di comunicazione con l’obiettivo di garantire al professionista in questione una presenza significativa e rilevante sul web.

Gli strumenti principali comuni ad entrambi sono: blog, interventi sui forum di riferimento, creazione di profili, pagine azienda, gruppi di interesse sui maggiori social network, e soprattutto gestione, aggiornamento e mantenimento dei contenuti prodotti per ogni piattaforma utilizzata.

In conclusione, ad oggi non basta più essere on-line, e non basta neanche farsi trovare. Bisogna diventare protagonisti nella Rete. E proprio il “media-mix” di questi nuovi strumenti appena analizzati ci consente di farlo, permettendoci di essere cercati e trovati per argomenti specifici e rilevanti, di diventare opinion leader e punti di riferimento, di proporci come fonti di discussione sui temi correlati alla nostra attività.

Giuliano Palombo

Lavinia Palma

dm3 digital media

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